E’ quel particolare stato emozionale durante il quale le emozioni più primitive che sono gestite dalla amigdala, struttura neuronale del nostro cervello più profondo situato all’interno della corteccia razionale, riconosce le situazioni di emergenza, possibili disagi e interviene impedendo alla razionalità di dominare.
Quando l’amigdala prevale e prende il sopravvento, si parla di “sequestro emotivo”.
Generalmente il nostro cervello riesce a gestire con un discreto autocontrollo, l’amigdala. Il circuito inibitorio fra il lobo prefrontale e l’amigdala è alla base delle capacità di essere padroni di sé stessi.
Ma in particolari situazioni di attacco, la risposta emotiva provoca un attacco o una fuga.
Ma quindi le emozioni vanno “assopite” o represse?
NO! Tutt’altro! Siamo in un epoca storica dove le competenze tecniche sono sempre più specializzate, dove la tecnologia sta prendendo il sopravvento e si parla sempre di più di robotizzazione.
In questa epoca la risposta all’intelligenza artificiale non può che essere l’intelligenza emotiva.
L’intelligenza emotiva è quell’aspetto dell’intelligenza legato alla capacità di riconoscere, utilizzare, comprendere e gestire in modo consapevole le proprie ed altrui emozioni.
Il tema dell’intelligenza emotiva è stato teorizzato e divulgato a partire dal 1995 da Daniel Goleman nel libro “Emotional Intelligence”.
Servono a ben poco un cervello brillante ed un elevato quoziente intellettivo senza l’intelligenza emotiva.
Gli studi e gli approfondimenti di Goleman hanno evidenziato che l’Intelligenza Emotiva determina il successo della leadership attraverso due fattori base: capacità di gestire sé stessi e capacità di sintonizzarsi con gli altri ottenendo così il massimo dal proprio team.
L’Intelligenza Emotiva è una dote innata ma come tutti i muscoli anche questa può essere allenata e affinata. Ma come fare a sapere se possiedi Intelligenza Emotiva e quindi se hai la stoffa del leader? Perché è così importante nel mondo del lavoro? Perché rappresenta la chiave del successo.