Ecco l’incredibile potere del social proof: ma stiamo facendo marketing o etologia?

Nietzsche già lo diceva “il piacere di essere gregge è più antico del piacere di essere io” (da Così parlò Zarathustra).
L’uomo è infatti per sua natura portato a uniformarsi in base al principio della riprova sociale o social proof.
Come illustra il grande Robert Cialdini, la riprova sociale si basa sulla nostra tendenza a preferire delle scorciatoie cognitive e a seguire automaticamente comportamenti condivisi da numerose persone.
Tanto più quindi una persona è considerata attendibile e autorevole in una determinata materia
tanto più il suo grado di influenza “social” è potente. 
A differenza del vecchio concetto di testimonial, l’influencer può anche essere famoso, ma la sua caratteristica principale è l’affidabilità delle sue opinioni.
Ci sono diverse tipologie di influencer, ma in generale tutti sono sinceri e hanno un pubblico fidelizzato di followers. 
E i brand hanno da tempo capito le potenzialità di questi individui

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